Intossicazione da Elio.


Questa patologia è influenzata dalla velocità di compressione e si verifica nel caso in cui venga respirato il gas Elio a quote superiore i 120 metri.

Gherardo Biolla speleosubacquea istruttore

 

Il gas manifesta ottima tollerabilità da parte dell'uomo per immersioni entro la fascia dei 120 metri, mentre, per profondità maggiori inizia il suo effetto narcotizzante, caratterizzato da tremori, senso di disorientamento spaziale, vertigini e nausea. Questo effetto si manifesta anche a quote minori se la compressione è rapida.

L’uso dell’elio nel settore subacqueo sportivo
Come accade in molti ambienti anche in quello subacqueo c’è un continuo scambio di informazioni tra il settore professionale e quello sportivo. Ecco che anche per ciò che riguarda l’elio si è passati dall’uso prettamente professionale delle miscele sintetiche con base questo gas ai primi tentativi di andare sott’acqua con miscele Heliox.
Per il momento la tecnologia ed il buon senso sono ancora ad un livello tale da considerare questo tipo di immersioni ai margini dell’attività ludico-sportiva vera e propria. In particolare, mentre nell’ambito professionale esiste una struttura di assistenza che ha l’esclusivo compito di preparare i gas, le apparecchiature, i materiali ed infine di controllare l’efficienza fisica del lavoratore subacqueo, in ambito sportivo tutte queste cose devono essere fatte dal solo subacqueo, seguendo procedure che non sono alla portata di tutti. Certamente si tratta di una metodologia affascinante per chi ama le profondità del mare, ma che richiede periodi di formazione e qualità della stessa ben maggiori rispetto all’immersione con aria. E anche di costi, almeno per ora.

Sintomatologia

  • Tremori delle mani, delle braccia e, a volte, di tutto il corpo
  • Decremento nell'esecuzione dei test psicomotori
  • Nausea, a volte seguita da vomito
  • Vertigini

Al contrario della narcosi da azoto, nell'H.P.N.S. la sintomatologia tende a migliorare, fino a scomparire, con il passare del tempo. Se la velocità di compressione è sufficientemente lenta, la sintomatologia non si presenta o lo fa solo in forma lieve.
La sintomatologia è ancora meno evidente se alla miscela sintetica si aggiunge una piccola percentuale di azoto. Questo è evidente, anzi fa parte delle procedure standard delle immersioni in saturazione.
Attualmente si utilizza l’elio nelle miscele trimix per immersioni professionali fino alla quota di 350 – 400 metri.

Gherardo Biolla Istruttore immersioni tecniche

Terapia
Più che di terapia si dovrebbe parlare di prevenzione. Tale prevenzione si effettua:

  • Tenendo una velocità di compressione opportuna
  • Non superando i limiti consentiti
  • Aggiungendo alla miscela un’adeguata quantità di azoto
  • Prestando particolare cura alla formazione ed all’efficienza fisica


Il subacqueo che si trovi ad avvertire i sintomi di una patologia di questo tipo durante un’immersione con miscele in base elio dovrebbe interrompere immediatamente la discesa. Se non c’è uno scopo preciso ed impellente, tipo intervenire per un soccorso, è consigliabile interrompere l’immersione. Con il ritorno in superficie la sintomatologia scompare del tutto.

Come comportarsi dopo un episodio di HPNS
Di norma il tempo necessario per la decompressione dopo un’immersione con miscele a base elio è sufficiente per far regredire completamente i sintomi. Non sono note intolleranze specifiche al gas, perciò non vi è alcun provvedimento da prendere.

 

 

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