L'ipotermia.

di Michele De Mori

Molto spesso sottovalutata essa è invece un pericolo reale che può arrivare, in acque molto fredde, fino a produrre una iperventilazione incontrollata e all’arresto cardiaco.
In condizioni meno drastiche  essa comporta un evidente calo delle performances al punto da compromettere le abilità necessarie all’immersione.

 

L’ipotemia si manifesta con l'abbassamento della temperatua corporea  al di sotto dei vallori fisiologici  (37° circa).

Il sub vi si trova esposto quando è in acqua , ma lo può essere anche prima e dopo
l’immersione nella stagione invernale.
Ricordiamo che l’acqua disperde il calore 25 più velocemente dell’aria e che i mix a base di Elio contribuiscono fortemente alla dispersione di calore.

Possiamo distinguere tre livelli di ipotermia dipendenti dalla temperatura corporea:

Ipotermia Lieve :con senso di freddo, tremiti e stimolo ad urinare, tachicardia e
movimenti scoordinati degli arti, calo delle performance psico-fisiche (tutta l’attenzione si
concentra sul freddo e viene tolta alla progressione esponendo ad altri pericoli);

Ipotermia Moderata: con debolezza, torpore, il tremito rallenta, aumenta lo
scoordinamento motorio, incertezza nella postura eretta, confusione mentale e difficoltà di
parola;

Ipotermia grave: con disturbi e perdita della vista, il tremito cessa del tutto, incapacità a camminare, rigidità muscolare, ipotensione arteriosa, bradicardia, rallentamento del respiro,
dilatamento delle pupille , aspetto esanime.

A fronte dell’esposizione del corpo a differenti temperature esso deve mantenere la temperatura interna costante, affronta questo compito attraverso un meccanismo di autoprotezione.
La produzione di calore deriva dal metabolismo energetico e dall’attività muscolare e alimentare.
Mentre le perdite di calore avvengono al 70% per radiazione e conduzione e secondariamente
attraverso il sudore, la respirazione e l’urina.
Di fronte alla sensazione di freddo l’organismo si difende attivando:
•     lavoro muscolare (con il battito dei denti),
•     la vasocostrizione cutanea (che sposta il sangue dalle periferie verso gli organi vitali),
•     l’aumento dell’appetito ( come richiesta di energie)
•     il bisogno di raggomitolarsi;
tutti riflessi che puntano allo spontaneo mantenimento del calore.

Forzare il movimento muscolare come fonte produttiva di calore, per fronteggiare l’ipotermia,
non è una buona tecnica di auto-soccorso quando l’acqua è particolarmente fredda (sotto i 10
° il calore sviluppato dal movimento sarà inferiore a quello che l’ambiente riesce a disperdere. Allo stesso tempo il movimento muscolare contrasta il meccanismo di
vasocostrizione cutanea, tendente a proteggere gli organi interni, aumentando così la velocità di raffreddamento del sangue.

Il grasso corporeo ha un buon potere isolante, ma non esagerare esso è nemico della buona
forma fisica.

Un buon fitness e una corretta alimentazione favoriscono la resistenza al freddo.
Possiamo prevenire la comparsa di ipotermia agendo su più fronti.
Alimentazione: è importante che sia particolarmente ricca di carboidrati. Essi sono un
alimento facilmente digeribile e rapidamente trasformati in zuccheri immediatamente
disponibili all’organismo per il rilascio di energia.

Vestiario: abbiamo detto che acqua e umidità sono fortissime fonti di dispersione
del calore corporeo, occorre quindi provvedere ad isolare il corpo dall’ambiente esterno
attraverso tessuti caldi e isolanti, ma che allo stesso tempo permettano la traspirazione.

Pianificazione: prima di pianificare lunghe immersioni in acque fredde è opportuno conoscere il proprio livello di resistenza al freddo, portarsi alimenti caldi ed abiti asciutti.

Se nonostante tutti gli accorgimenti dovessi trovarti di fronte ad un caso di ipotermia dovrai
sapere come agire.
Occorre :

Isolare la vittima dalla fonte di dispersione di calore ( condurre il soggetto in posto asciutto,
fargli indossare vestiti asciutte, provvedere buona copertura del corpo con coperte di lana o
un telo termico);
Fornire bevande calde (esse non danno grande apporto di calore,
prevengono la disidratazione) evitando eccitati come alcool, caffeina e the.

Impedire i movimenti inutili perchè questi porteranno il sangue freddo dalla periferia agli
organi vitali.
Tenere l’infortunato sotto stretta osservazione e osservare attentamente i segni vitali.

Fornire calore con il contatto corporeo.
Il riscaldamento di una vittima gravemente ipotermica non può avvenire sul posto e necessita di personale e di un centro medico qualificato.


Nelle immersioni particolarmente profonde potrebbero essere necessarie miscele a base di Elio.
Questo gas è molto volatile e disperde quindi il calore in modo particolarmente veloce favorendo in modo sostanziale la comparsa di ipotermia. Dovrai quindi pianificare protezioni termiche adeguate (stagna + Argon, adeguati sottomuta), porre attenzione particolare al cambio di miscela da aria a Trimix/Heliox al fine di evitare drastici sbalzi alla temperatura corporea.

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Commenti: 2
  • #1

    Giuseppe (domenica, 06 febbraio 2011 19:24)

    Personalmente per immersioni in acque fredde che tipo di mute preferite utilizzare? grazie.

  • #2

    Gherardo Biolla (domenica, 27 febbraio 2011 13:14)

    Ciao Giuseppe, per immersioni tecniche in acque fredde (laghi, risorgenze ecc.) utilizzo mute in neoprene precompresso.

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