TG-SUB!
Notizie e approfondimenti dal mondo della subacquea.
ven
27
gen
2012
L'industria odierna ha sviluppato differenti tipi e modelli di sensori in grado di analizzare la pressione dell'ossigeno in un atmosfera.
www.rebreather.it
sab
12
nov
2011
di Luca Malentacchi
Non ci sono dubbi, da circa dieci anni l’uso anche in immersioni non professionali della muta stagna ci ha permesso di migliorare le nostre performance subacquee. Più immersioni in inverno, tempi in acqua più lunghi, aumento della sicurezza grazie ad una minor dispersione calorica, possibilità di svolgere più di un immersione al giorno anche in acque particolarmente fredde e perché no, maggior comfort fuori e dentro l’acqua. Fortunatamente, dai più sono stati risolti anche i problemi legati all’ignoranza sul loro uso: utilizzo senza gav, aria nei piedi che causa pallonate incontrollabili e altre idiosincrasie.
dom
06
feb
2011
Per capire cos’e’ un rebreather bisogna fare un passo indietro e ricordare come funzionano le tradizionali attrezzature scuba. Quasi tutti gli apparecchi utilizzati dai subacquei ricreativi rientrano in una categoria denominata autorespiratori a circuito aperto (la nostra bella bombola ed erogatori). Nelle immersioni tradizionali, durante l’atto espiratorio, il gas di scarico viene scartato in forma di bolle ad ogni respiro, da qui il termine "circuito aperto".
mar
16
nov
2010
Il tema della produzione/ritenzione di CO2 durante le immersioni è un tema che interessa sia i subacquei in circuito aperto che quelli in circuito chiuso. In Italia si "chiacchera" molto sull'argomento, però purtroppo si trovano gran poche argomentazioni scientifiche a riguardo. Il Dr. Simon Mitchell, ha tenuto una lezione molto interessante sulle dinamiche di produzione e smaltimento della CO2 durante le attività subacquee, in relazione all'incidente di Dave Shaw.
mer
03
nov
2010
Speleonauti.org.
L’uso del filo di Arianna è sempre obbligatorio anche nelle gallerie con buona visibilità. Il diametro è di solito di 2-3 mm, ed il rullo svolgisagola ne contiene normalmente 150-200 m. Prima di essere avvolto, è consigliabile effettuare una marcatura ogni 5 m per conoscere sempre la distanza percorsa e la direzione dell’ingresso anche con scarsa visibilità; ad esempio il filo va segnato con del pennarello nero ai metri 5-15-25-35 ecc e con del nastro adesivo ai metri 10-20-30-40-50…. (vedi figura).
lun
25
ott
2010
di Michele De Mori
mar
28
set
2010
“Noi uomini duri”: in passato si pensava che per essere un buon subacqueo era necessario possedere già in partenza delle determinate caratteristiche fisiche e psichiche. Il mitico Duilio Marcante era solito dire che solo quando i pesci cammineranno, gli uomini si sentiranno a loro agio sott’acqua.
ven
03
set
2010
articolo del dott. Alberto Fiorito
Può sembrare paradossale che un subacqueo immerso in un "mare" di acqua soffra di disidratazione e invece non solo questa possibilità è reale, ma rappresenta uno dei fattori di rischio più importanti per questa attività. Vediamo perché.
sab
14
ago
2010
Contemporaneamente alla ormai diffusa presa di coscienza che uno dei parametri variabili delle nostre immersioni è rappresentato dalle pressioni parziali dei gas respirati, nasce, tra i più curiosi e appassionati, la voglia di approfondire le conoscenze specifiche in ogni operazione riguardante l’uso e la produzione delle miscele respiratorie utilizzate in subacquea. Alla base del concetto di miscela sta quello di composizione, cioè perfetta conoscenza (o quasi) dei valori in percentuale dei gas componenti. Analizzare è verificare la corrispondenza tra la miscela voluta e quella ottenuta; l’azione successiva è trascriverne la composizione sulla bombola.
mer
30
giu
2010
Il problema di riuscire a muoversi agevolmente e operare sott'acqua - ad esempio allo scopo di recuperare materiale disperso sui fondali - si affaccia assai presto alla mente dell'umanità.
gio
17
giu
2010
Pubblicato su Mondo Sommerso di Settembre 2009
La pianificazione dell’immersione è una fase essenziale che come ogni sub coscienzioso sa va eseguita meticolosamente e che, più dettagliatamente viene eseguita, più rende sicura l’immersione stessa.
gio
17
giu
2010
di Salvatore Capodieci
L’ansia può essere scatenata da un’infinità di fattori e pochi luoghi possiedono un’abbondanza di stressor come il mare. In almeno un’occasione il mare ha favorito l’emergere dei timori più estremi della razza umana, dalla paura
lun
31
mag
2010
testo di Davis et al., da Diving Medicine, 3a edizione, 1997
In un esperimento effettuato da ricercatori della Duke University e tenuto presso la U.S. Navy Experimental Diving Unit di Washington D.C., alcuni subacquei saturati in atmosfera di eliox normossico a 7 ATA, iniziavano a respirare una miscela di azoto ossigeno normossica. Dopo pochi minuti iniziavano ad accusare prurito e sviluppavano irritazioni cutanee simili a quelle provocate da “skin bends”. Questo fenomeno fu, inizialmente, attribuito ad osmosi del gas.
ven
30
apr
2010
Con il termine “osteonecrosi asettica” si intende una lesione dell’osso o di una articolazione che
non ha origini conosciute e che non presenta, al proprio interno, segni di infezione. Nell’ambito della medicina subacquea questa patologia può interessare lavoratori dei cassoni o subacquei
professionisti, e presenta alcune specifiche caratteristiche.
mer
14
apr
2010
di Peter Steinhoff
Ci sono due cose che cambiano il tuo peso durante l’immersione. La prima, che riguarda tutti, è il peso del gas nelle bombole. Respirando si abbassa la quantità di gas nelle bombole che, quindi, diventano più leggere (la spinta positiva o negativa dipende prima di tutto dal loro peso). Nel grafico seguente è riportato il peso di un nitrox 32% in una bombola da 12 L caricata a 232 bar. Come si può vedere, la differenza fra una bombola piena e una vuota è quasi 3 kg. Se si usasse un bibombola, la differenza sarebbe doppia. La seconda cosa che incide nella pesata è il materiale che si può comprimere in profondità come, ad esempio, una muta stagna in neoprene o una muta umida. Quando si scende in profondità le bolle all’interno del neoprene si comprimono e la spinta positiva del neoprene diminuisce.
mer
14
apr
2010
- Dir Italia
E’ intuitivamente ovvio che la rimozione di un gas dal tessuto può essere accelerata dall’eliminazione del gas dalla miscela respirata. Se la pressione arteriosa di un gas è pari a zero, allora non vi sarà gas che potrà diffondere nel tessuto mentre il gas diffonderà fuori dal tessuto. Come detto sopra la diffusione di un gas disciolto non è condizionata dalla presenza di altri gas.
mer
14
apr
2010
di Richard L. Pyle
Prima di cominciare desidero chiarire un punto: io sono solo un "pesciolino", un dilettante (per la precisione sono uno studioso di ittiologia). Al fine della lettura di questo articolo ciò significa due cose. Primo: significa che ho passato tantissimo tempo della mia vita sott'acqua. Secondo: pur essendo un biologo ed avendo una discreta preparazione in campo di fisiologia animale, non sono un esperto di fisiologia della decompressione . Tieni bene a mente queste due cose quando leggi quello che ho da dire.
mar
13
apr
2010
La bombola costituisce il "fulcro" di tutto il sistema ARA; senza di essa saremmo costretti a scendere sott’acqua portandoci appresso un contenitore di almeno sei metri di circonferenza (con ovvi problemi di assetto e di idrodinamicità) o mantenendo un costante legame con la superficie sotto forma di una specie di cordone ombelicale, proprio come i palombari di una volta.
mar
13
apr
2010
CARATTERISTICHE GENERALI
L'elio (il cui nome deriva dal greco Helios, Sole) venne scoperto nel 1868 da J.N. Lockyer esaminando per via spettroscopica la luce solare durante un'eclissi, e successivamente isolato (da vari ricercatori negli anni dal 1891 al 1900) da gas occlusi in vari minerali di uranio e dall'aria. Nel 1908 il fisico olandese H. Kamerlingh Onnes produsse il primo elio liquido raffreddandolo a 0,9°K, un'impresa che gli guadagnò il Premio Nobel. Nel 1926 un suo studente W. H. Keesom fu il primo a solidificare l'elio.
lun
22
mar
2010
Il primo Blu Hole dell'Oceano Indiano, a cura di Albatros Top Boat.
Continua l'esplorazione del Blue Hole recentemente scoperto da Massimo Sandrini alle Maldive. Nel corso della crociera del 2001 è stato avanzato il rilevamento topografico e batimetrico, sono state effettuate le prime misure di alcuni parametri fisico-chimici, e sono stati prelevati campioni d'acqua e di sedimento. Gli studi effettuati indicano che il Blue Hole ha un'origine carsica complicata da una successiva ulteriore corrosione della roccia corallina da parte dell'acido solfidrico, la cui quantità e provenienza sono ancora da chiarire.
dom
21
mar
2010
di Michelangelo Guida
15/10/2007 - Sembra che Jules Verne abbia dato vita al Capitano Nemo lasciando raramente la camera del suo appartamento parigino. La fervida immaginazione dello scrittore ha dato vita ad un capolavoro, ma, probabilmente, i racconti delle esplorazioni degli abissi hanno dato al romanziere una base su cui fondare il racconto.
dom
21
mar
2010
Premessa.
Le scuole di subacquea sportiva insegnano ai propri allievi ad effettuare immersioni con aria compressa,
entro la curva di sicurezza e con l’ausilio delle tabelle d’immersione. Scopo dell’immersione è il divertimento.
Proseguendo nell’iter formativo e attraverso un valido addestramento, si può raggiunge una buona
preparazione ed esperienza. A questo punto per molti subacquei è quasi una vocazione naturale volgere lo
sguardo verso immersioni sempre più profonde.
dom
21
mar
2010
PREMESSA: Quello che segue, non vuol essere (e tanto meno lo pretende) un trattato medico scientifico sulla patologia da decompressione che colpisce gli appassionati del mondo subacqueo. Deve intendersi come una semplice ma attenta
dissertazione per tutti coloro che si avvicinano per la prima volta a questo meraviglioso mondo.
dom
21
mar
2010
Premessa:
questo testo è solamente per puro scopo informativo e non è da
considerarsi come un testo didattico per effettuare immersioni di tale
genere.
La speleologia subacquea si è fatta la triste fama di una disciplina ad alta
mortalità ed è per questo che si sono maggiormente sviluppati gli attuali
concetti di sicurezza. Questi concetti non sono quindi nati su basi teoriche, ma
sull'analisi degli incidenti avvenuti e sulla ricerca di qualcosa che potesse
evitare il loro ripetersi. Dal confronto incrociato delle esperienze è emersa la
necessità di ripensare il modo di fare immersione. Si è visto che era necessario
abbandonare qualche vecchia abitudine e anche qualche concetto
profondamente radicato.
dom
21
mar
2010
a cura di Attilio Eusebio
Correntemente si considerano allo stesso modo - relativamente agli aspetti legati alla narcosi - sia l'aria
tradizionale sia l'aria arricchita ovvero il NITROX o EANX (o come lo volete chiamare), pare infatti da studi
più recenti che nulla si possa fare per evitare la narcosi poiché l'ossigeno e l'azoto sono ambedue narcotici e
l'END (Equivalent Narcotic Deph - Profondità Narcotica Equivalente) non cambia in modo sostanziale
variando le miscela di aria arricchita.