dom
21
mar
2010
a cura di Attilio Eusebio
Correntemente si considerano allo stesso modo - relativamente agli aspetti legati alla narcosi - sia l'aria
tradizionale sia l'aria arricchita ovvero il NITROX o EANX (o come lo volete chiamare), pare infatti da studi
più recenti che nulla si possa fare per evitare la narcosi poiché l'ossigeno e l'azoto sono ambedue narcotici e
l'END (Equivalent Narcotic Deph - Profondità Narcotica Equivalente) non cambia in modo sostanziale
variando le miscela di aria arricchita.
La teoria attualmente prevalente (ipotesi Meyer-Overton) è che l'assorbimento del gas nei lipidi delle cellule
nervose interferisca con la trasmissione degli impulsi nervosi causando la narcosi.
Da questo punto di vista l'ossigeno è due volte più solubile
dell'azoto, pertanto potremmo dedurre che potenzialmente è più
narcotico. Infatti la solubilità del gas varia a seconda del tipo di gas e
delle condizioni di riferimento, più alta è la solubilità maggiore è il
rischio potenziale di narcosi. Sebbene l'ossigeno sia più solubile
quindi con un potenziale narcotico quasi doppio dell'azoto, questa
caratteristica appare controbilanciata dal fatto che l'ossigeno è
metabolizzato dal corpo, pertanto non sembra necessario
aumentare l'END usando l'aria arricchita rispetto all'aria.
Altri gas presentano problematiche differenti: l'argon è molto più
solubile dell'azoto e dell'ossigeno quindi (essendo anche molto
denso) è un gas respiratorio non ottimale.
L'elio ha, da questo punto di vista molti punti a favore ha infatti una scarsa solubilità, pertanto non causa
facilmente la narcosi; d'altro canto, si dissolve molto lentamente nei lipidi. Tuttavia l'elio ha altre caratteristiche di cui bisogna tenere conto, incluso la grande facilità di muoversi nei tessuti e richiede dunque
una decompressione attenta. Usando l'elio, si potrà determinare una END che sarà più bassa della profondità reale.
Si deve tenere in considerazione che la narcosi è presente in tutte le immersioni, teoricamente inizia ad agire non appena si scende sotto la superficie, sebbene gli effetti non comincino a diventare evidenti per molti
finché non raggiungono i 30 metri di profondità. Immergersi sotto gli effetti di una leggera narcosi è accettabile (e concretamente parlando, inevitabile), a condizione che non limiti troppo le abilità
dell’operatore.
Un allenamento corretto consente di effettuare le immersioni in sicurezza anche in presenza di narcosi, l'uso costante delle procedure non soltanto velocizza l'apprendimento, ma favorisce un comportamento corretto,
ciò che sembra semplice in superficie, può non esserlo altrettanto sotto stress durante una immersione in grotta o in fase di intervento in profondità. Immergersi considerevolmente condizionati dalla narcosi è uno dei rischi principali dell'immersione in profondità (persino quando si utilizzano miscele di gas contenenti elio).
La consierazione generale è che si deve essere sempre molto prudenti quando si ha a che fare con la narcosi. Si controlla la narcosi nella pianificazione dell'immersione limitando le immersioni a profondità
appropriate basandosi sui fattori qui di seguito descritti.
Sicurezza
La principale preoccupazione è quella di osservare e reagire velocemente e correttamente alle emergenze. Se si è sotto l'influenza degli effetti della narcosi agire velocemente e correttamente durante una emergenza può essere difficoltoso.
Suscettibilità individuale
La narcosi agisce sulle persone in maniera e in tempi differenti.
E' probabile che agisca più rapidamente quando: è molto tempo che non si effettuano immersioni in profondità, effettuando compiti nuovi e/o si è affaticati dai compiti, o si deve eseguire una procedura di emergenza che non è stata
praticata recentemente, o si è soggetti a pressioni ambientali (freddo, buio, condizioni negative), o non si è in ottima forma. A nostro favore vanno l'adattamento individuale, la capacità di adattarsi e di compensare gli
squilibri (a volte definita, anche se impropriamente "tolleranza”). Si può “tollerare” la narcosi quando: si eseguono immersioni regolarmente, lavorando a profondità progressive, la missione e le richieste dell'immersione non sono complesse, ci si esercita regolarmente e accuratamente nelle procedure di emergenza, ci si immerge con buone condizioni ambientali, si è in ottime condizioni fisiche. Si devono quindi stabilire i propri limiti di profondità basandosi sulle considerazioni descritte in precedenza.
In ogni caso, durante l'immersione si potrebbe verificare la situazione di dover ridurre i limiti di profondità rispetto a quelli pianificati se si inizia a percepire che la narcosi sta raggiungendo livelli pericolosi. E' responsabilità del subacqueo adattare i limiti di conseguenza. Bisogna essere prudenti. Se si sta effettuando
un'immersione e ci si accorge che si è pianificata una profondità troppo elevata che prevede rischi non calcolati, questa è una buona ragione per interromperla.